Arance di piccolo taglio: ecco perché sono buonissime

Arance di piccolo taglio: ecco perché sono buonissime

Ci hanno sempre insegnato che, nella vita, le dimensioni contano. Un concetto questo che ha sempre causato enormi discriminazioni. Noi di Mammarancia vogliamo sensibilizzare tutti voi sul tema. Basta con l’emarginazione delle piccole taglie, finiamola con lo snobismo nei confronti delle arance di piccolo calibro!

 

La cosa vi farà anche sorridere ma alla base c’è una questione parecchio scottante che, negli ultimi giorni, ha coinvolto persino le istituzioni (con una lotta guidata da Francesca Argentati, Presidente del Distretto Agrumi di Sicilia). Cerchiamo di capirci qualcosa…

 

Quanti di voi, di fronte ad una cesta di arance, prediligono quelle più grosse? Probabilmente la maggioranza. Tornate a casa convinti di aver fatto l’acquisto migliore ma noi siamo in grado di dirvi che non sempre è così.

Cominciamo dalla prima domanda: quale uso farete delle vostre arance?

 

Se avete intenzioni di farci delle spremute o di farle mangiare ai vostri bambini, probabilmente, avete fatto la scelta  sbagliata.
Le arance di piccolo calibro sono le migliori da spremere, contrariamente a quelle di grande pezzatura (82/88) che si rivelano meno adatte all’uso.
Un’arancia più piccola è inoltre più facile da far mangiare ad un bambino. Vostro figlio, a cui proponete la frutta come fonte di vitamine e sostanze salutari, apprezzerà maggiormente un’arancia più facile da finire, più adatta al suo appetito e alla sua taglia.

 

Un’arancia di piccolo calibro contiene gli stessi nutrienti e le stesse proprietà organolettiche e salutari di un’arancia di grande pezzatura.
Anche il costo di produzione è esattamente uguale a quello dei frutti di maggiori dimensioni. Il mercato però – soprattutto quello della Grande Distribuzione – continua a snobbare questi frutti più piccoli penalizzando la produzione italiana e siciliana, eccellenza in materia di agrumi. Spesso vengono preferite delle arance provenienti dall’estero e – in certi casi – coltivate anche in maniera non del tutto naturale.

 

Volete un frutto bio? Prendete quello che la natura offre. La produzione varia da anno ad anno. Non si può pretendere una produzione con “lo stampo” come se la frutta fosse un qualsiasi prodotto realizzato dalle macchine in una fabbrica. “Parliamo di frutta, un prodotto della terra, non produciamo bulloni” ha dichiarato la presidentessa del Distretto Agrumi Siciliani. “Lo sanno bene i siciliani, che da secoli anche in piccoli giardini coltivano poche decine di alberi per il consumo familiare senza forzare la natura. Vorremmo che lo sapesse e lo comprendesse anche il consumatore oltre lo Stretto e continuasse a preferire, come ha fatto in passato, il prodotto made in Italy, coltivato con cura e passione da generazioni di agricoltori. Moltissimi dei quali convertiti al bio, segmento del quale la Sicilia esprime la maggiore percentuale di produzione a livello nazionale“.

 

La prossima volta che comprate un chilo d’arance assicuratevi di tornare a casa con il sacchetto pieno di frutti.
Toccate le arance, annusatele, sentite l’aroma, soppesatele. Ma non vi fermate solo alle dimensioni.

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